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Recensioni e interviste

La Pittura Erotica di Marco Trogi

La Pittura Erotica di Marco Trogi - marcotrogi

Lascive creature dell' universo e impudici sguardi femminili, carichi di malizia e furberia, ci proiettano in una dimensione insolita dell' arte contemporanea, svelandoci un emisfero nascosto e indicibile : la pittura erotica. Essa vive nei sottoborghi visivi e nelle periferie creative della grande città dell' Etica, che ne occulta le forme espressive, esercitando una notevole influenza sulla moda del virtuosismo sociale.
I nitidi dipinti di Marco Trogi, autore di origini toscane, mostrano proprio questo suo rifugio ideale nella banlieue dell' erotismo illustrato, che getta le sue premesse inventive nella figurazione animata di soggetti muliebri in pose dissolute e atteggiamenti accattivanti.
questo modus operandi sorprende per la sua inaspettata libertà espressiva, che viaggia sulla scia di un cromatismo terso e brunito, ignaro dei precetti pseudo - moralistici e dei freni inibitori che ostruiscono l' odierna società.
Inverecondo è, dunque, il suo linguaggio artistico che si evolve partendo da una diffusa  aderenza alla rappresentazione realistica, per poi trasformarsi in una immagine fittizia mediante un' accezione fantastica conferita dal lucido colorismo impiegato, fino ad arrivare ad un evidente distacco dai canoni naturalistici per abbracciare la semantica dell' irrealtà.
La lussuria calca così la scena del teatro pittorico messo in atto da Marco Trogi, il quale si orienta palesemente ad un impiego cromatico vivace e armonico, annullando qualsiasi effetto chiaroscurale dalla sua ricerca.
Vizio e concupiscenza viaggiano, pertanto, sulla stessa linea d' onda nella sperimentazione visiva di Trogi, dando uno schiaffo sonoro all' etica vigente e un pugno silente all' ipocrisia religiosa.
Nella lascivia del gesto, l' eros mostra con audacia espressiva il suo volto impertinente, aprendoci lo scomodo sipario del peccato, che da sempre accompagna l' uomo nel suo intero percorso vitale.
Marco Trogi diviene, così, il cantore di una pittura erotica improntata sulla veracità iconica e sull' esaltazione dell' elemento istintuale umano, nel torpore di una ratio desueta e fallace.

Sabrina Falzone
Critico e Storico dell' Arte
13 ottobre 2008
 

L'erotizzante pittura di Marco Trogi (Intervista di Alberto Maietta)

L'erotizzante pittura di Marco Trogi (Intervista di Alberto Maietta) - marcotrogi

Le opere di Marco Trogi sono una erotizzante pittura emozionale, descrittiva dei nostri pensieri erotici che sanno far veleggiare la mente laddòve gli sguardi intercettano una Femmina vera.
Sono moderni, realistici, è come aprire una finestra sulla vita che respiriamo nella quotidianità che ci disegna, emozioni che brividano l'anima e fanno respirare la vita stessa, come quando al mattino ti affacci nei suoi angoli, anche i più bui, mentre sogni una donna. Quelle donne che srotoli in linee sensuali e sinose, ammiccanti, come quando le baci, quando le loro labbra sono rugiada: "vita fresca", carnalità pudica, chimica emozionale, componente essenziale dell'individuo.

I dipinti di Marco Trogi sono come uno sguardo su quella donna ideale che si nasconde nei nostri sogni, laddove il desiderio danza sull'ombellico, nel solco del fondoschiena tra il peccato e l'ostia cattolica del sentimento in rete, quando cala il piacere dal pagliaio d'amore in paesaggistici ricordi ricordi dell'anima, solitari ma in compagnia di quei volti cari che solcano l' Id di ognuno di Noi.

D: Ciao Marco, parlami un pò di te, le tue origini...
R: Sono nato a Pisa il 6 dicembre del 1961. Mi sono diplomato all'Istituto d'Arte Stagio Stagi di Pietrasanta (LU) nel 1980, nella sezione Architettura. Ho iniziato la mia carriera "artistica" come grafico nel campo della pubblicità, per passare solo nel 1993 alla pittura vera e propria.

D: Quindi la tua opera è stata influenzata dal "mestiere" di grafico nella pubblicità?
R: Si, essendo un disegnatore mi sono cimentato nella pittura in maniera autodidatta, adottando, talvolta, anche tecniche non ortodosse che però hanno contribuito a creare un mio particolare stile.

D: Infatti, il tuo stile mi ha subito colpito essendo fotografico, immediato, ti definirei un futurista romantico..
R: Dipingo tutto ciò che mi genera dentro intense emozioni, può essere un cielo tempestoso, può essere un bosco d'autunno, tutto ciò da cui non riesco a distogliere lo sguardo... una Donna !

D: Infatti, oltre alla bellezza romantica dei tuoi paesaggi, mi colpisce il ruolo della Donna nell'interezza della tua opera...
R: Non cerco però la semplice rappresentazione di un corpo, bensì il casuale e spontaneo gesto, l'atteggiamento innocente e malizioso, l'attimo rubato.
Essendo la donna parte integrante della natura, la immergo in struggenti paesaggi (e qui mi riferisco in particolar modo a ultimi lavori che caricherò presto sul sito) dando al soggetto ed allo sfondo la stessa energia, di modo che l'uno non prevalga mai sull'altro.

D: A proposito del tuo sito, ho visto che hai inserito una locandina che richiama ad un' Osteria del Trogi, a cosa si riferisce?
R: Da una famiglia di ristoratori, anch'io faccio l'oste. Ho un osteria sul porto a Viareggio che utilizzo anche come vetrina per i miei dipinti. Mi cimento in cucina ma ad onor del vero è mia moglie l'addetta ai fornelli, io in genere mi "esibisco" in sala, ho creato una sorta di personaggio che ho anche immortalato sul logo del locale (anche questa è opera mia).

D: Sei sposato allora, hai figli?
R: Ho tre figli: Linda di vent'anni, Francesco di tredici ed infine Maria di cinque. Già il lavoro che faccio ha orari ed impegni piuttosto severi, poi seguire tutti e tre i miei "mostri", con le loro irrimandabili esigenze, fa si che io viva la vita di un bersagliere, sempre di corsa.

D: Sei una persona dalle mille risorse
R: Una persona normale, in genere ha un lavoro ed un interesse extralavoro, io ho un lavoro e mille interessi da coltivare: sono un musicista, un autore e compositore e ultimamente sto scrivendo anche un libro, senza contare che, da ex praticante di arti marziali, mi piace tenermi un po' in forma, se non altro per combattere con l'avanzare degli anni.

D: Marco, e quando trovi allora il tempo di dipingere?
R: Infatti, finisce così che mi trovo a volte a dipingere o a scrivere nel cuore della notte, addormentandomi poi al primo semaforo il giorno dopo (per fortuna che ci sono sempre più rotatorie), ma che vuoi farci sono fatto cosi, ho sempre la testa in ebollizione.
Avrai capito che sono un ambizioso, credo molto in quello che faccio e anche se la vita mi ha messo troppe volte a dura prova, io so che prima o poi da qualche parte arriverò.

D: Sicuramente, sei un grande artista, i tuoi dipinti sono "acquarelli" nell'anima... emozioni !
R: Quello che mi stai facendo è un grandissimo regalo, un'opportunità per meglio raccontare al mondo quello che sono e che faccio.

Grazie a te Marco, anche a nome di Whipart ed Arterotica.
 

Alberto Maietta
Giornalista e Poeta
8 gennaio 2009
 
 

"Crepuscolo a Torre"

"Crepuscolo a Torre" - marcotrogi
Un lirico paesaggio sconfinato ed un delicato cielo mistico decantano l' inno alla vita nell' opera intitolata "Crepuscolo a Torre", eseguita dalla mani dell' artista pisano Marco Trogi. Uno splendido tramonto in dissolvenza tonale affiora dall' orizzonte caldo, in piacevole contrasto cromatico con le tinte fredde dominanti sulla tela. In questo dipinto sorprende l' accuratezza delle sfumature lattee, vibranti nell' aria come preziosismi pittorici alla deriva di un cromatismo dolce e quieto.
 
Nelle opere dell' autore il figurativismo sperimentale s' innesta nell' ambito di una pittura creativa improntata alla ricerca di una quies interiore e al desiderio di sognare al di là dei confini ambientali. L' impiego di venature sottili mormora il profondo amore di Trogi per la natura e per tutto ciò che la circonda e la comprende. Il gioco di luci e oscurità testimonia tale coinvolgimento emotivo del pittore.

Sabrina Falzone
Critico e Storico dell' Arte

"Giulia" ed "Elena", schizzi di Erotismo

"Giulia" ed "Elena", schizzi di Erotismo - marcotrogi
Provo ogni volta un brivido quando sto là nel mio sguardo in silenzio, mai mediato da fattori esterni,  ad ammirare un dipinto di Marco Trogi: è una emozione calda, sensuale, direi torrida che mi sale dal di dentro, dalle radici dell'anima attaccata ai pori della carne che è una linea di eruzione in crescendo, perchè le donne dipinte da Marco Trogi sono respiri vivi, che ti brezzano in faccia, femminilità allo stato puro, senza inibizioni eppure così pudico, direi monacale nella solitudine della loro bellezza, mai idealizzata, ma viva, pulsante, le stesse forme e pose che puoi trovare in una donna non impastata nei fard, nei ceroni, semplice nella sua unicità e rarità, armata solo delle sue dirompenti forme che non conoscono fast-food. Come in "Giulia", ultimo dipinto di Marco Trogi, dove le sensualità di una Donna si offrono allo sguardo del Viaggiatore che va oltre il tempo...lontano...oltre il lontano andare, mentre il mare cerca di rubarla, brezzando l'onda per sfiorarla, per carezzare quella pelle morbida di porcellana, carne che sa di femmina vera: un miraggio dentro ai tuoi occhi,  perchè "Giulia" è di nessuno se non dell'Artista che l'ha riflessa dalla Vita sulla tela, immortalandola in un desiderio senza tempo, che si rinnova ogni volta che l'occhio del piacere la sfiora, piacere che fa brividare la carne che fa eruttare i pori tanto che l'anima è là...dentro con "Giulia", nel fotogramma non dipinto dall'artista, nascosto ma presente, che lo senti respirare, perchè quel cuore è il tuo, quello che ogni Amante vorrebbe ritrovarsi ad ascoltare dopo avere fatto l'amore con "Giulia", "Giulia" che ti guarda che ti invita a scaldarla, a coprirla perchè anche il mare la vuole e si increspa per rubarla al tuo sguardo...O nel dipinto "Elena", una Femmina verace che sembra prepararsi a fare l'amore con il mare che l'aspetta nel suo letto di acqua per avvolgerla con le onde che saranno mani morbide su quella pelle, tra i capelli che "Elena" ha sciolto e fatti scivolare solo su una spalla, per offrire il là, l'attracco dove posare il primo bacio, ma lo sguardo è sui seni, grandi, morbidi, abbondanti, che fanno pregustare delizie d'amore che sembrano offrirsi ad un passo da noi alle nostre labbra, mentre i denti già sentono la durezza dei capezzoli e la lingua il piacere che proverà nel dipingerli, emozioni che già si affollano in gola, in un attimo, mentre guardi "Elena" e la senti sulla tua pelle e a quel contatto della carne, il tuo respiro si azzuffa già col suo che sembra di farci  l'amore, rubandola al mare, a
quell'orizzonte che si illumina, si irradia, che splende, che se potessi vederla sarebbero le forme ed i colori dell'anima tua che si espande al brividare della tua carne ormai sfuggita alla mente e in rotta per il desiderio.
 
Alberto Maietta
Giornalista e Poeta
22 marzo 2009
 

Le scelte di Dipré

Marco Trogi avverte la necessità di rendere trasparente, di far affiorare in un suo incancellabile spessore, un preciso spazio della nostra esistenza: lo spazio senza tempo dove si accumulano i silenzi, le assenze, le solitudini. La Pittura di questo inconfondibile artista toscano, grandissimo interprete del basico istinto per la seduzione femminile, è la forma nella quale questa realtà prende corpo, trova consistenza, diviene prova di esistenza e rivelazione di verità. Per questo la sua Pittura è approdo dell’attesa di liberazione, segno di quest’ansia di determinazione, di questa struggente e spesso dolorosa volontà di essere, di essere finalmente se stessi, di ritrovarsi e, soprattutto, di farsi trovare.
 
Andrea Dipré
Critico e Storico dell'Arte
2 giugno 2009

Intervista per "TOUCH of ART"

 

D: Signor Trogi, che cos'è per lei la pittura?
R: Un modo di esprimere le mie emozioni, i miei stati d’animo… ciò che io provo!

D: Il suo primo quadro venduto?
R: Presto! Ho cominciato molto presto a trarre profitti dall’Arte. Mi ricordo che ero ancora ragazzino e mia nonna Linda, mia prima grande estimatrice e, se si vuole mio primo manager, non perdeva mai l’occasione per esaltare le mie doti artistiche con chiunque gli capitasse a tiro. Ne uscivano così lavoretti, in genere disegni, la maggior parte delle volte semplici regali ma alcune volte mi venivano addirittura pagati… cose da poco, insomma paghette!

D: Quale segreto condividerebbe con gli altri artisti?
R:Nessuno, perché nessuno condividerebbe con me i propri segreti e poi, francamente non vedo alcun segreto, casomai modi di lavorare o di esprimersi, che ognuno ha o si crea ma che non è detto, siano condivisibili o adattabili ad altri!

D: Che cosa la ispira?
R: Tutto ciò che mi lascia senza fiato, incapace di distogliere lo sguardo… a cominciare dalla natura per finire col vero capolavoro della natura: La Donna, donna della quale cerco, più che il corpo, il gesto malizioso e provocatorio, volontario o involontario che sia, ma pur sempre quell’attimo di intensa energia, capace di rivoltarti l’anima!

D: Ci potrebbe dire qual'è il suo detto preferito?
R: Credo che, se vuoi qualcosa e senti di avere le capacità per arrivarci, è tuo dovere provarci… in poche parole:
Io voglio, io posso… io devo!

D: Ci può raccontare quando è stato sorpreso in modo piacevole?
R: Quando mio figlio Francesco, in un modo piuttosto inaspettato e senza che io l’avessi mai spinto o condizionato, mi ha detto che avrebbe voluto frequentare la mia stessa scuola!

D: Vorrei avere più...
R: Tempo! Giornate di 48 ore, per riuscire a fare tutto quello che ho in testa!
Sono continuamente alla ricerca di emozioni e di modi per raccontarle… pensi che, fra un quadro e un altro, ho appena terminato di scrivere un libro!

D: Le piacciono le notti?
R: Penso siano i momenti più magici e creativi!

D: Mi piace quando...
R: Quando piove! Adoro le giornate uggiose… sono come un lupo che si crogiola nella sua tana!

D: Gatto o cane?
R: Me la intendo più con i gatti!

D: Se non potessi più dipingere...
R: Ma! Sarebbe un duro colpo... ma io sono una testa dura e sono sicuro che troverei un modo alternativo per esprimermi!

D: Il piatto preferito...
R: Pastasciutta! Sono pasta dipendente!

D: Bach,Elvis oppure Madonna?
R: Preferirei altro… ma fra i tre, decisamente Bach!

D: Vorrei trascorrere l'immortalità come....
R: Mah! Francamente non so se mi basterebbe l’immortalità!


Aleksandra Karolina Krol Seghi
"TOUCH of ART"
22 marzo 2010


 

Intervista per "Arte del XXI Secolo"

  

      D: Quando e in quali circostanze ti sei scoperta la vocazione artistica?
R:  Da bambino; avevo infatti la mania di disegnare su tutto quello che mi capitava a tiro, mobili compresi.

D: Quali sono il tuo curriculum di studi, i tuoi maestri, i primi che ti hanno incoraggiato?
R: Mi sono diplomato presso l’Istituto d’Arte “Stagio Stagi” di Pietrasanta nel 1980, avendo come maestro di disegno dal vero e grafica pubblicitaria Franco Signorini. Successivamente, nel 1992, ho conseguito il diploma di Informatica e quello di Grafica al Centro Regionale Organizzazione Studi di Informatica Applicata di Ferrara.

D: Quali sono state le tappe fondamentali della tua evoluzione artistica e perché hai cambiato stile (se ciò è avvenuto, naturalmente).
R: Ho iniziato come grafico e la pubblicità è stata il mio primo settore operativo, solo nel 1993, bisognoso di colore, ho cominciato a sperimentare la pittura, cominciando direttamente con la tecnica della pittura ad olio.

D: Quando ti capita di riflettere su di te, sul tuo mondo artistico, sulle scelte compiute quali sentimenti provi?
R: Inquietudine. Non sono mai soddisfatto di ciò che faccio e sono sempre alla ricerca di qualcos’altro.

D: Qual è la preparazione spirituale e razionale che ti induce ad iniziare una nuova opera?
R: L’emozione. Sono sempre mosso e motivato dalle emozioni.

D: Come lavori: di getto o in tempi lunghi, con o senza ripensamenti? Ti capita di iniziare un'opera con in testa una certa idea e di terminarla con sostanziali modificazioni?
R: Mi divido tra molteplici attività e interessi, tra cui la scrittura, quindi, può capitare che realizzi di getto un lavoro, come che lo lasci maturare per del tempo, per poi riprenderlo e terminarlo in un secondo tempo. Comunque, ciò che ho in testa è quello che poi porto alla fine.

D: Trovi una ragion d'essere in tutte le tue opere o ne distruggeresti qualcuna che ti sembra del tutto insoddisfacente?
R: Come ho già detto, raramente riesco a soddisfarmi. Spesso sono tentato di distruggere e ricominciare un’opera.

D: Cosa provi quando ti poni davanti ad una tela bianca, ad un monticello di ceramica o ad un oggetto informe cui conferire ragioni d'arte? Inizi comunque sempre il tuo lavoro oppure talora ti accade di rimandare il primo contatto?
R: Brivido, eccitazione, una nuova sfida e a volte rimando il confronto perché magari non mi sento ancora pronto.

D: Ritieni che un artista debba possedere una solida conoscenza di storia dell'arte oppure pensi che sia meglio ignorarla per non subire influenze?
R: Conoscere vuole dire sapere, non si può ignorare ciò che è stato fatto prima. Sta all’artista, da questo sapere, coglierne l’essenza per creare un personale modo di esprimersi.

D: Cosa pensi della cultura artistica dell'Italia contemporanea?
R: Abbiamo tanta Arte ma poca conoscenza.

D: Come valuti l'attuale mercato dell'arte?
R: Caotico.

D: Quale dovrebbe essere secondo te il corretto atteggiamento di critici e galleristi?
R: Non saprei. Purtroppo ci sono sempre di mezzo i soldi e quando è così, l’Arte rischia di trasformarsi in puro commercio.

D: Ritieni utile (in che modo e sino a qual punto) far parte di un'Associazione e cosa ti aspetti dalla stessa?
R: L’unione fa la forza, no?

D: Qual è il tuo concetto assoluto dell'arte?
R: Espressione libera di quel qualcosa d’intrinseco dentro di noi, che non si vede ma esiste e che regola la nostra vita e il nostro modo di concepire il mondo. L’espressione di una visione del mondo non attraverso gli occhi ma attraverso l’anima.

D: Quali sono gli artisti del passato più vicini alla tua sensibilità e per quali ragioni?
R: Caravaggio, per la sua forza. Io, fra l’altro, non lo definirei il pittore della luce, bensì delle ombre.

D: E quali gli artisti contemporanei?
R: Bruno Di Maio.

 

Aldo Maria Pero

Movimento Arte del XXI Secolo
3 marzo 2011

THRILLER DA UNA STORIA VERA NEL MONDO DEI SOCIAL NETWORK DI MARCO TROGI

THRILLER DA UNA STORIA VERA NEL MONDO DEI SOCIAL NETWORK DI MARCO TROGI - marcotrogi
 
Appena uscito, l'ultimo lavoro dello scrittore Marco Trogi "Persone che non C'erano", già riscuote un' ottima risonanza sia sul Web, per la trama ambientata su uno degli argomenti su cui si discute giornalmente i "Social Network", che in libreria raccogliendo stima ed apprezzamento dagli operatori del settore con buone recensioni.

Lo Sfondo del romanzo Thriller di Marco Trogi, liberamente tratto da una storia vera, è certamente molto attuale ed i protagonisti della storia : un padre ed una figlia, mettono in evidenza un tema altrettanto importante, ossia il rapporto tra genitori e figli nell'era di internet e dei Social Network, in alcuni casi conflittuale, ma in questo caso specifico del romanzo Thriller di Marco Trogi, vero pilastro portante che riporta in auge i valori imprescindibili del concetto "Famiglia".

I rischi per i ragazzi che usano chat e social network, di imbattersi in situazioni poco piacevoli o addirittura drammatiche, spesso vengono sottovalutati dai genitori che si disinteressano da questo mondo virtuale che reputano troppo distante in nome di una fiducia che non sempre viene ben ripagata; dunque possiamo scorgere una sorta di monito nelle pagine del romanzo Thriller di Marco Trogi, tratto da una storia vera, a non abbassare mai la guardia.
Da un punto di vista letterale il romanzo "Persone che non C'erano", si legge davvero in modo fluido e riesce a catturare da subito l'attenzione del lettore fin dalle prime pagine, coinvolgendolo nella trama e facendolo quasi sentire "Co-Protagonista", soprattutto se chi legge è un genitore.

Dunque Marco Trogi si mette ancora una volta in evidenza presentandosi ad un doppio pubblico, Giovani dei Social Network e Genitori del 21° Secolo, con due temi di grande attualità ed interesse, riuscendo a parlare in modo diretto e concreto senza però trascurare gli aspetti letterari che rendono la lettura di un libro, ed in questo caso di un Thriller, avvincente e piacevole alla lettura.

Ci convince anche la capacità descrittiva dei fatti e degli ambienti di Marco Trogi che in nessun tratto appare scontata o banale, ottimo anche l'approccio con il linguaggio dei Giovani e dei Social Network che quindi lo rendono attuale e non fuori luogo alla lettura del pubblici giovanile, sempre molto attento e critico quando si vanno a toccare tematiche che lo riguardano.
Dunque da parte nostra un'ottima impressione umana e letteraria di questo scrittore, Marco Trogi, e del suo romanzo Thriller "Persone che non C'erano" che siamo convinti alimenterà per molto tempo il dibattito sui Social Network e sul rapporto Genitori – Figli.

 
6 aprile 2011
Circuito Power - News Magazine

"Il Blog di Giuseppe Previti"

"Il Blog di Giuseppe Previti" - marcotrogi

Marco Trogi è nativo di Pisa, ha compiuto i suoi studi a Pietrasanta e Ferrara dove si è diplomato in arte grafica.E’ un artista versato in più generi, in primis la musica, poi l’approdo alla pittura, con una particolare tecnica sui dipinti a olio su tela. E infine scopriamo il Trogi scrittore con il romanzo d’esordio “Persone che non c’erano”.
E’ anbientato nella Viareggio del carnevale: vi vive con la famiglia Laura, una ragazza come tante, con i genitori Mario e Rosa, proprietari di una trattoria. La madre è  assai comprensiva, il padre è più burbero, ma fondamentalmente è un buon uomo attacatissimo alla famiglia che si completa con un fratello e una sorellina. Ma la loro vita tranquilla è improvvisamente scossa prima da un’incursione….telefonica nella vita di Laura e poi da una serie di omicidi il cui unico filo conduttore sono dei fili di perline lasciati sui cadaveri. L’indagine si rivela assai complicata e difficile per il duo di investigatori del commissariato di Viareggio che se ne occupa, l’ispettore Vannucci e il suo assistente Rizzo. Intanto nella città domina la paura…..
Ma perchè l’assassino vuole la ragazza? Si susseguono i misteri e i colpi di scena finchè si arriverà a una verità abbastanza imprevedibile.
Un esordio nella lettaratura dove, sfruttando la chiave del thriller, Marco Trogi affronta un tema quanto mai di attualità, ovvero la diffusione che hanno tra i giovani le chat line, i social net-work, strumenti quanto mai in voga per comunicare e socializzare tra loro. Chiaro che in questo cominarsi  senza controllo si possono nascondere dei pericoli, delle insidie e quindi occorre prestare molta attenzione a queste nuove forme di incontro nello spazio.
Il nostro autore trae lo spunto da una vicenda realmente accaduta a Viareggio a lui e la sua famiglia, vicenda peraltro conclusasi felicemente. Riferendo quindi a questa esperienza personale che poteva avere conseguenze assai amare per lui genitore e per sua figlia, bersaglio on line e di cui stava perdendo il controllo, Trogi immagina una storia utilizzando proprio quei ricordi, quelle paure, dando vita a una vicenda di fantasia, che tenesse però conto delle sue ansie e delle sue paure.
Un libro che si addentra nelle difficoltà, negli oscuri meandri della nostra società, ne fotografa le paure, facendoci rivivere le ansie che i genitori dovrebbero avere verso quel mondo virtuale che tanta parte occupa nella vita dei nostri figli. Per ottenere questo risultato l’autore usa una forma narrativa in terza persona ma molto diretta, con un linguaggio che spesso usa il vernacolo “viareggino” proprio per dare alla storia un maggiore senso di realtà e di aderenza all’ambiente in cui si svolge. Ma si è voluto anche dare la sensazione della precarietà dei nostri rapporti e delle nostre sicurezze, chiunque potrebbe trovarsi improvvisamente invischiato in qualcosa di veramente brutto. Lo stesso autore,che si reputa fortunato nell’essere intervenuto a tempo, si chiede cosa si possa fare per evitare tutto questo. L’intento di “Persone che non c’erano”non è tanto di demonizzare strumenti che fanno parte del progresso, semplicemnte ci vuol fare riflettere sull’uso che si può fare degli stessi e anche degli indubbi limiti che non vanno mai trascurati.
Il messaggio che questo romanzo offre è soprattutto rivolto ai genitori che dovrebbero saper interpretare le paure dei propri figli, i loro reconditi pensieri, i loro sogni, anzichè farli rifugiare nell’effimero e nel virtuale.
Dietro a tutto la vicenda gialla vera e propria, con rapimenti, minacce, omicidi, nella quale si muove questa coppia di sbirri, magari non proprio originali ma efficaci e simpatici, specie nei loro intercalare in dialetto. Avranno il loro daffare nel trovare la soluzione a questo mistero. Un  mostro o una setta? Vendette personali o estorsioni mafiose? Azioni e colpi di scena si susseguiranno da una pagina all’altra sino allo sconcertante epilogo.
Ma la forza del libro sta proprio nell’aver saputo configurare e assemblare in un unico contesto i pericoli e le violenze a cui tutti vorremmo sfuggire.
 

GIUSEPPE PREVITI
28 luglio 2011

Corpo Forestale dello Stato

Corpo Forestale dello Stato - marcotrogi
"L’Opera d’Arte "Valori" di Marco Trogi rappresenta egregiamente gli elementi sui quali l’Istituzione si fonda e si snoda nell’arco dei 150 anni...